Tutti sanno che il ciclismo è stato colpito varie volte dal problema del doping. E purtroppo pare che ciclicamente il problema si ripeta, tanto che spesso si sente dire che alcuni appassionati smettono di seguire questo sport perché non credono più all’autenticità delle gare. Altre volte si sentono giudizi ancora più pesanti, di persone che definiscono il ciclismo un sport marcio, al contrario di altri.
Senza entrare nel merito di vicende giudiziarie – chiuse o aperte che siano- è il caso di fare alcune precisazioni.
C’è chi crede che nel ciclismo serva il doping perché in altri sport è il lato tecnico a prevalere mentre sulla bicicletta si deve solo pedalare. Niente di più sbagliato! Intanto anche anche nel ciclismo la tecnica è tutt’altro che marginale: una pedalata più efficace alla fine di una gara può aver fatto guadagnare chilometri rispetto a una scomposta, ma soprattutto anche in altri sport, considerati “tecnici”, si deve tener conto della fatica e dello stress. Un calciatore per esempio, sbaglierà un tiro o un passaggio molto più facilmente a fine partita piuttosto che all’inizio e lo stesso farà un tiratore con l’arco. Chi ha fatto sport, anche a livello amatoriale, sa bene che più la fatica si accumula, più il corpo difficilmente fa quello che il cervello gli dice…
Perché allora nel ciclismo ci sono così tanti casi di doping rispetto altri sport? Forse perché il ciclismo è uno dei pochi sport dove il doping viene cercato davvero. Basta pensare alle perquisizioni effettuate all’alba nelle camere d’albergo di ciclisti e dirigenti, con dispiegamento d’uomini e mezzi degni di un’operazione antimafia. Non che questo non sia giusto e doveroso, ma certo ci si chiede come mai per altri sport questo non succede. Basta pensare allo scandalo dell’Acquacetosa: i famosi laboratori antidoping a Roma che non trovavano dopati nel calcio…. perché non cercavano le sostanze dopanti nei campioni di urine! Oppure si può fare come il Barcellona incensato da tutti i calciofili: semplicemente non ci si fa trovare (per due volte!) dagli ispettori della Wada…

E anche quando il doping nel calcio viene trovato, non ha certo la copertura mediatica che giornali e televisioni dedicano a ogni caso che si verifica nel ciclismo. Lo scandalo farmaci della Juventus è un’esempio lampante: tutti abbiamo visto campioni inscenare silenzi imbarazzati in tribunale, conditi da improbabili “non ricordo” ma sui giornali si è fatto a gara a chi ne parlava di meno tanto che ancora non si sa bene chi è stato condannato e perché se si trattasse di doping o meno.
Ma quello appena descritto è solo il caso più eclatante. In realtà sono moltissimi i casi di doping che passano sotto silenzio oppure, magicamente, diventano casi di non-doping.
Per chi volesse appronfondire qui c’è un ottimo articolo de L’inkiesta.